Nell’ Uomo di Pasqua… Inside the Easter Man…


Diversi anni fa ebbi un fidanzato che  ribattezzai in compagnia  delle insolite ignote amiche con il soprannome “Uomo Kinder”: con lui c’era sempre la sorpresa.

D’accordo: non era il mio fidanzato. Okay: tecnicamente era il fidanzato di un’altra. Diciamo che a me però era riservata la sorpresa. E così in questo clima pre-pasquale è scattata l’associazione Uomo Kinder – Uomo di Pasqua.

Mi sono domandata spesso per quale ragione noi donne siamo generalmente molto attratte da questa tipologia di maschio, almeno in uno dei diversi passaggi delle nostre esistenze. La risposta in realtà è banale e  poco sofisticata: è il fascino dell’uomo imprevedibile, inaffidabile ed inafferrabile, che con le sue assenze ci lascia un sacco di tempo e di spazio liberi da riempire con i nostri sogni romantici e le nostre fantasie erotiche. Perché l’Uomo di Pasqua risveglia tutta la nostra sopita femminilità, è un abile operatore che sa come lusingare il nostro ego di femmine ed allo stesso tempo riesce a prenderci per mano come fossimo ancora bambine.

Questo in particolare possedeva anche le rare doti dell’ ironia e dell’ intelligenza, dell’autoironia e della cultura. Quindi seducendomi anche intellettualmente mi fece capitolare due volte: con la testa e con il cuore. Anzi, a ben pensare le mie capitolazioni furono tre. Cosa del resto mai più ripetutasi simultaneamente in futuro.

Ricordo che dopo un’iniziale resistenza avevo perso completamente la testa per quest’uomo più grande di me che mi trattava come fossi stata una Signora, malgrado avessi avuto soltanto vent’anni, attraverso l’ osservanza meticolosa delle mie piccole abitudini e dei miei gusti: la seconda volta che prendemmo il caffè insieme mi versò del latte freddo e spostò il cucchiaino a sinistra, il tombeur des femmes aveva già registrato che fossi mancina al primo caffè.

Parallelamente riusciva anche ad offrirmi le rassicurazioni di matrice infantile rivolte inutilmente ai miei genitori sempre troppo impegnati nella loro attività: ricordo la volta che mi ammalai e venne a trovarmi passando dal giardino sul retro – per sorprendermi, appunto – . Una vera coccola.

Fu più tardi compresi che tutta questa spinta a stupire e piacere derivava anche da un ego molto ingombrante, che principalmente era volto a sedurre se stesso. E naturalmente poi l ‘Uomo di Pasqua scompariva per settimane, andava a trascorrere le vacanze con la sua fidanzata, flirtava (e certamente non solo) con le altre. Sono sempre stata consapevole di tutto questo ed inizialmente ne ho anche sofferto.

Ma l’ ho anche amato incondizionatamente come fosse un bambino, il mio enfant terrible un po’ perverso ed astuto. Con il trascorrere del tempo, proprio perché riuscivo ad accettarlo esattamente per l’uomo che era, a chi mi faceva domande sulla natura del nostro rapporto rispondevo semplicemente ciò che dicevo a me stessa: di un uomo così è molto meno pericoloso e doloroso essere l’ amante che non la compagna di ogni giorno.

Questo nostro legame, devo dire autentico seppur bizzarro, è durato a lungo – indubitabilmente anche grazie all’ istituzione di un’ altissima  soglia di tolleranza da parte mia al susseguirsi di tutte le sue pittoresche intemperanze.

Sottoponendo l’ Uomo di Pasqua oggi ad una più attenta analisi a posteriori e con un maggiore grado di maturità e di esperienza,  il responso sarebbe differente: a quindici anni di distanza sono in grado di riconoscere perfettamente il vuoto dentro all’ Uomo di Pasqua. E l’idea della sorpresa che allora riusciva a compensare qualsiasi forma di egoismo maschile oggi non funzionerebbe più allo stesso modo.

Ciononostante però, circondata da politici bavosi, uomini in crisi di mezza età alla ricerca di Viagra e Bunga Bunga manco fossero Indiana Jones nei suoi giorni migliori, noiosi e prevedibili quanto i ventenni sprovvisti di savoir faire con l’ elastico della mutanda in bella vista (quando non si tratta dell’ agghiacciante filo del perizoma…) mi ritrovo a rimpiangere  quella figura maschile immortalata splendidamente dalla cinematografia nostrana del dopoguerra: il mascalzone italiano.

E l’ Uomo di Pasqua.

Inside the Easter Man…

Years ago I had a boyfriend. Me and my unusual unknown friends gave him the nickname of  ‘Kinder man’, coming from the little chocolate eggs holding inside a little surprise for the kids: with him there was always some surprise coming. Ok, he wasn’t my boyfriend. All right: he was someone else’s boyfriend. Let’s say then the surprise was reserved to me.

These pre-Easter days opened up the association of ideas between the Kinder Man and the Easter Man. Many times I wondered why women are usually very attracted by this kind of man, at least at one stage of  their lives. The answer is really quite trivial and unsophisticated: is the thrill of the unpredictable, unaffordable and elusive  man. The one who with his absence leave an incredible amount of free time and space to fill up with our romantic dreams and erotic fantasies. Because the Easter Man awakes our sleepy femininity, he’s a smooth operator  and he knows how to flatter our female ego. At the same time he holds our hand as if we were still little daddy’s girls.

Mine in particular also possessed qualities of  irony and intelligence, self irony and culture. Seducing me intellectually too, he made me fall for him twice: heart and mind. Well, thinking over it I fell for him three times, something never happened again simultaneously in the future.

After an initial resistance, I completely lost my mind for this older guy who treated me like a lady although I was only twenty years old through the meticulous compliance of my little habits and my taste in things: the second time we went for a coffee he poured the right quantity of cold milk in it and moved the spoon on the other side of the cup; the tombeur des  femmes registered I was left-handed at the first coffee.

Simultaneously he managed to offer me reassurance in relation to my childish needs, which I was effortlessly turning to my parents, always too busy with their own activities. Once I got ill and he came to visit passing through the back garden. Only to surprise me, of course. It has been a real treat.

Later on I discovered that all this boost to surprise and accomplish came also from an obtrusive ego, basically aimed at seducing itself. Obviously the Easter Man was disappearing for weeks, sure enough was spending holidays in the States or wherever with his girlfriend and used to flirt (and probably it wasn’t only flirting) with other women. I’ve always been aware of all this happening  and have to admit that initially I was hurt, because I truly loved him.

I loved him unconditionally, as you could only love a child. He was my enfant terrible, a little bit perverted and clever. Time passing by, in virtue of the fact that I was seeing him exactly for who he was, I used to answer people asking me about the complex nature of our relationship simply the phrase I was telling to myself: it was less dangerous and painful to be her lover rather than the companion of a daily routine.

The bond between us, authentic although unusual, lasted through the years. It is out of any doubt it did  last so long thanks to the institution of an exceptionally high threshold of tolerance to his constant colorful intemperance. Submitting the Easter Man to a meticulous further investigation, and an higher grade of maturity, the response would be different.

Fifteen years later I can see clearly the empty space inside the Easter Man, and the idea of the surprise doesn’t discharge male selfishness in each and every way as it used to.

Despite all this, seeing myself surrounded by  drooling perverts politicians, middle aged men looking for Viagra and Bunga Bunga as if they were Indiana Jones in his best years – boring and predictable as the twenty years old boys with no savoir fair walking around with their underwear elastic (if not the creepy string…) showing up from the back of their jeans – I found myself regretting again this year the male figure magnificently immortalized by our local movies of the fifties and sixties and their great performers: the Italian rascal.

And the Easter Man.

 

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