Sentimosebbene(!)

… forse addirittura avrò un bel Diploma di Sschiava Perfetta!

LIVINGWOMEN

Quello che mi sta tormentando in queste ultime settimane è il pensiero fisso legato alla mia ottusa incrollabile volontà di sentirmi bene.

Sentirmi bene nonostante tutto, nonostante riprendendo quanto scritto da Daria Bignardi ci siano giorni in cui sentirsi o essere Sschiava (la linea è molto sottile) sia soltanto un mero eufemismo, altri (moolto più rari in verità) in cui nonostante l’aver incontrato quasi miracolosamente Mr Feelgood dopo, invece di benessere provo soltanto sensi di colpa ed inadeguatezza, a vari stadi e livelli.

Nonostante la crisi economica, i chili di troppo che non ho voglia di perdere con impegno (ce ne devo già mettere troppo in tutto il resto per non incasinarmi definitivamente da un punto di vista mentale, organizzativo ed economico), ma sparissero magicamente non ne farei certo un dramma.

Nonostante la voglia di impegnarmi con più costanza in tutto quello che faccio,  non fosse che sono sempre decisamente…

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Una su mille ce la fa (alle altre, bona sopravvivenza) di Daria Bignardi

Buona sopravvivenza –

LIVINGWOMEN

Pienamente condiviso, tratto dalla Rubrica Barbarica di Vanity Fair:

Una su mille ce la fa (alle altre, buon anno scolastico)

Questa settimana ricomincia la scuola e la Sschiava (si pronuncia con la «sc» di scema, come sanno i lettori di Non vi lascerò orfani) non sa se tirare un sospiro di sollievo o farsi il segno della croce. In vacanza la Sschiava ha cucinato a pranzo e cena, e non solo a cena come quando i figli vanno a scuola, e si è sorbita in diretta – invece che in differita come il resto dell’anno – litigi con coetanei, capricci e contrastanti esigenze dei componenti della famiglia.

La Sschiava è una madre sentimentale, caotica, arcaica e poco furba che si affanna cercando di fare tutto e preferisce strafare – per magari poi recriminare – piuttosto che abbandonare figli e marito al loro destino. Fino a…

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Here’s another one, inspired (in spite of all) by a silly night with…

"poets starve children bleed nothing he's got he really needs 
21st century schizoid man" (King Crimson circa 1971)

 written by Unlucky Luke

Here’s another one…comes in without a face or a sound

blown in by wayward winds so high only a child could imagine

it rides nights like midnight ghastly cowboys on open sport cars

pieces of moon

too much too soon

and yet so late

here it comes blonde hair and all…a guitar sound that’s never been heard at all

twangy

ringin’

so clear in my memory

but nothing but a sad face in a faded picture in a cemetery

the hanged man

and still he swings

alone with me

swings and sways on midnight wings with me

telling all the secrets you’d want to know and things you wanted to be

but only a child tonight

under the spell of deep sleep

can understand

the words blown by the wind

and the secrets told by the hanging man

and known by me….

Unlucky Luke

Libere dissociazioni…Free dissociations

Ho deciso. Oggi mi dissocio. Mi dissocio pubblicamente e definitivamente da questo Paese vecchio e imbalsamato, che si ostina a non volere deliberatamente tenere in considerazione le uniche risorse “pulite” che gli sono rimaste: i giovani ed i bambini. Le uniche risorse che potrebbero soverchiare i vecchi poteri precostituiti.

L’Italia è Paese che non solo non riesce e non riuscirà a guardare al Futuro, ma che se ne lava le mani del Presente con un arroganza ed una presunzione inaudite. Che forse in fondo nascondono semplicemente la paura e la consapevolezza dei vecchi al potere che, se si creasse davvero dello spazio per  giovani e bambini, allora le cose possano cambiare davvero.

L’unica vera lotta come donna, come madre, come sorella maggiore, come amica che sarei disposta ad intraprendere per vincere è quella del diritto al Presente, al nostro Qui ed Ora.

Sono rientrata da una residenza di 4 anni in Gran Bretagna da ormai 10 anni. Nonostante la condizione di straniera in un paese straniero, nonostante inizialmente abbia intrapreso dei lavori umili, lì ho sempre sentito un senso di libertà ed una coscienza di me che qui non ho mai provato. Nè prima né dopo il mio ritorno.

Ero libera esattamente per cosa ero, tanto che lo scoprii solamente vivendo là, che cos’ero veramente.

Una ragazza libera di potersi dare degli obiettivi da raggiungere secondo  le proprie inclinazioni ed il proprio grado di impegno e capacità personali.

Anzi, era impossibile là, arrivata ad un certo punto, non sentir crescere dentro delle ambizioni per sé stessi. Un processo naturale di crescita e di sviluppo personale che la società intorno – seppure piena di contraddizioni e non perfetta – riusciva a costruire intorno alle tue competenze, alle tue capacità ed alle tue ambizioni sia nell’ambito scolastico che in quello professionale.

Intorno a ciò che la stessa Società sapeva bene, ancora prima di te: che cosa tu avresti potuto dare alla Società Civile. E che esattamente grazie a questa sovrastruttura riusciva a trasmetterti l’idea di essere un potenziale per il Paese.

Sono giunta alla conclusione che sia qualcosa che ha a che fare con l’Inghilterra, o più in generale con le società di impronta anglosassone. Con il modo in cui la vita procede là.

L’Italia ha troppe catene – politiche sociali religiose e famigliari -supportate da una sovrastimata considerazione del concetto di “Tradizione”  (diventato nell’ultimo quindicennio anche sinonimo di “Corruzione”). Il che significa vivere perpetuamente nel passato. Ed il vivere nel Passato rende naturalmente  impossibile di vivere nel “qui ed ora” completamente . 

Tornata qui, ad un certo punto -anche quando ho avuto -seppur raramente- l’impressione di intraprendere un percorso verso il raggiungimento di un obiettivo,  mi sono sempre sentita intimamente  ed inesorabilmente disconnessa.

Troppo spesso in questo Paese essere disconnessi dal proprio stesso Paese significa credere ancora di avere un diritto al proprio Presente. Ed a quello dei propri figli. Al voler dare il proprio contributo alla Società Civile, di modo che questo Paese, alla fine, rappresenti anche un poco che cosa sei tu.

Smentitemi,vi prego

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