Lontane dal Paradiso…Far from Heaven

Tutta la violenza di questo tempo può comodamente nascondersi dietro a queste immagini pubblicitarie …

 

Sala Esposizioni Comune di Fai della Paganella dal 17 Agosto al 07 Settembre 2013

Orari: lunedì – giovedì 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30

venerdì e sabato 10.00 – 12.00

 

a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes, Viaggio storico con annotazioni-

opera di Isa Malfatti olio su tela

LIVINGWOMEN

Tutta la violenza di questo tempo può comodamente nascondersi dietro a queste immagini pubblicitarie …

Sala Esposizioni Comune di Fai della Paganella
dal 17 Agosto al 07 Settembre 2013

Orari: lunedì – giovedì 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30 venerdì e sabato 10.00 – 12.00

a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes,
con il contributo di Franca Zappella
per l’ Associazione Womenoclock

in collaborazione con Maccom per la grafica e con
l’Assessorato alla Cultura
del Comune di Fai della Paganella

opera di copertina di Isa Malfatti, olio su tela

Inaugurazione sabato 17 agosto ore 10.00

Viaggio storico con annotazioni-

Un viaggio per immagini che si svolge come un nastro, inseguendo l’idea che l’immagine di sé e la propria idea di donna si costruiscano anche attraverso l’immagine che la società ha avuto ed ha delle donne stesse.

Una selezione d’immagini dalla storia delle pubblicità sessiste, con un commento letterario…

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[Interview] HypePlaygroundTv – Fred Ebami

Un amico/A friend

Un Artista/An Artist:

Fred Ebami – Interview

HYPE PLAYGROUND

Nous sommes allés à la rencontre de Fred Ebami , graphiste talentueux, pour qu’il nous en dise plus sur son univers et sur son exposition qui aura lieu tout le mois de Juillet. Enjoy!

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Self Portraits/Ritratti del Sè

Self Portraits-Ritratti del sé

a Photographic Exhibition…and more

29th June 2013

c/o Interno Undici, Trento
…Un punto di partenza verso l’esplorazione di un’idea.

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Self Portraits-Ritratti del sé

a Photographic Exhibition…and more

29th June 2013

c/o Interno Undici, Trento

Self Portraits/Ritratti del Sè

La fotografia come strumento d’indagine dell’ Identità e del rapporto del proprio Io con il Mondo, sempre al limite tra “sè” e “l’altro”.

Il corpo come rappresentazione della mancata corrispondenza dentro/fuori.

La “necessità” di portare avanti modelli preconfezionati indossando delle maschere che impediscono di entrare in contatto in modo più profondo ed autentico:

Tu sei te stess*

-da solo-

-in mezzo agli altri-

con la tua maschera?

Be all your selves-Sii tutti i tuoi sé

Una collabrazione artistica nata per caso, un incontro di persone apparentemente sconosciute che dà luogo ad un viaggio profondamente condiviso.

Progetto e realizzazione: Ale&Isa

Testi: Marika Mottes

Foto del progetto “casa” Nicola Eccher

Foto dell’intero progetto Fronti Alessandro

Foto backstage Roberta Barbetta

Riprese video Tiziano Pisetta\Fronti Alessandro

Stylist Denise Zurlo

un ringraziamento per la sua mano nel assemblare gli inviti…

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DeerSkull, Michela Pedron – “Lebenunwertes Leben”.
Una riflessione che l’artista vuole proporci, sul tema non a tutti noto dal tedesco Lebenunwertes Leben, vite indegne di essere vissute, vite di nessun valore.
Il miglioramento della razza attraverso l’eugenetica nazista. Deviati, dissidenti, deformi, ritardati e persone con difficoltà di apprendimento, omosessuali, malati mentali. A questi avrebbe dovuto essere impedito di riprodursi, in modo da non diffondere i propri geni all’interno della popolazione. Oltre 400.000 persone subirono la sterilizzazione coatta, e 70.000 furono uccise nel corso dell’Aktion T4.

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LEBENUNWERTES LEBEN

Quest’opera fa parte della serie DeerSkull alla quale l’artista Michela Pedron lavora dal 2011. Si tratta di opere dai forti spunti, identificabili nei titoli, fonti di riflessione e cariche di significati.

Teschi di cervi e caprioli. Rivisti. Colorati. Decontestualizzati.
Un teschio dalle corna nere e deformi sta in mezzo a due teschi dalle belle corna rosse.
Già dai colori quest’opera ci rimanda a quelli tipici del nazismo. Il titolo lo conferma: “Lebenunwertes Leben”.
Una riflessione che l’artista vuole proporci, sul tema non a tutti noto dal tedesco Lebenunwertes Leben, vite indegne di essere vissute, vite di nessun valore.
Il miglioramento della razza attraverso l’eugenetica nazista. Deviati, dissidenti, deformi, ritardati e persone con difficoltà di apprendimento, omosessuali, malati mentali. A questi avrebbe dovuto essere impedito di riprodursi, in modo da non diffondere i propri geni all’interno della popolazione. Oltre 400.000 persone subirono la sterilizzazione coatta, e 70.000 furono uccise…

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Vacanze da sòle

Secondo me la verità é che diamo fastidio noi sòle: non ci intoniamo bene con l’albero… e se qualcuno non sòlo magari un po’ brillo sai le Feste ci becca sotto il vischio ed è costretto a baciarci? e poi dài ragazza sòla quei tacchi e lascollatura e che trucco pesante e tutto quell’oro e poi si vede che ci hai ci hai dato dentro con tutto quel punch al mandarino (sai non ha più nessuno ma però è pure un po’ zoccola!) e tu maschietto sòla con la camicia slacciata o la cravatta troppo vistosa e la caviglia provocante fasciata dal calzino in seta bordeux in vista che fai gli Auguri a tutte sorridendo (gli uomini sono tutti uguali!):Ma non lo sappiamo noi sòle che il Natale si festeggia in famiglia?Lo sappiamo.
 

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DEL PERCHE’ NON E’ PREVISTO UN PROTOCOLLO “NATALE DA SòLE”

Sòla

il -, persona poco affidabile. La -, fare o subire una -, inganno, raggiro. Romano.

(il giochino di parole vale sia al maschile che al femminile. Femmine, maschi: nessuno/a escluso/a. Machevelodicoafare? #benvenutinelmagicomondodellesòle)

Questo titolo mi piace talmente che sarà difficile rendergli onore. Per il momento è ciò che mi è piaciuto di più di questa vigilia di Natale. E comunque il connubio sola/sòla è meraviglioso. La sola cosa in cui mi sono identificata nell’attesa frenetica dell’arrivo di queste Feste.

La premessa è che il Natale io l’ho sempre atteso, anelato, preparato, addobbato, amato.

Io, per le amiche la Regina del non convenzionale, lo confesso: ho un “soft spot” per le Feste Natalizie. E anche per tutti gli annessi & connessi: smancerie con amici e famigliari, regalini inutili, lucine, nevicate eccezionali, sperare in un bacio inaspettato sotto al vischio, punch al mandarino…

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Navigazione articolo « » Report : C’È CHI DICE NO / OGGI NEL MASO DI Emilio Casalini

An example of sustainable living, which bent the rules of the market, the and globalization to protect the territory and its inhabitants. Certainly not above any constructive criticism, but at least it shows that as citizens we can oppose to a not farsighted and engulfing system, in order to protect and enforce people, rights, ideas –

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Un esempio di vita sostenibile, che non si è piegata alle regole del mercato, della maggioranza e delle globalizzazione per tutelare il territorio ed i suoi abitanti. Non è certamente al di sopra di qualsiasi critica costruttiva, ma perlomeno è la dimostrazione che ci si può opporre come cittadini ad un sistema fagocitante e poco lungimirante, per tutelare e far rispettare persone, diritti, idee:

 

maso - alto adige
 I masi, le tipiche abitazioni altoatesine con le stalle annesse e i prati sempre curati, dovevano sparire. L’aveva previsto una vecchia commissione europea, cosicché le mucche scendessero a valle e si producesse latte a minor costo. Invece…
An example of sustainable living, which bent the rules of the market and globalization  to protect the territory and its inhabitants. Certainly not above any constructive criticism, but at least it shows that  as citizens we…

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“Per difendere la Libertà della Natura e della Gente “

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“Per difendere la Libertà della Natura e della Gente ”

Vandana Shiva

Un documentario ma anche un racconto per conoscere questa straordinaria esperienza maturata in poco più di dieci anni e che oggi è sicuramente tra le più significative del mondo.

 

Agisci per la Libertà dei Semi: 2-16 Ottobre 2012 (Act for Seed Freedom – ITALIAN)

 

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Una su mille ce la fa (alle altre, bona sopravvivenza) di Daria Bignardi

Buona sopravvivenza –

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Pienamente condiviso, tratto dalla Rubrica Barbarica di Vanity Fair:

Una su mille ce la fa (alle altre, buon anno scolastico)

Questa settimana ricomincia la scuola e la Sschiava (si pronuncia con la «sc» di scema, come sanno i lettori di Non vi lascerò orfani) non sa se tirare un sospiro di sollievo o farsi il segno della croce. In vacanza la Sschiava ha cucinato a pranzo e cena, e non solo a cena come quando i figli vanno a scuola, e si è sorbita in diretta – invece che in differita come il resto dell’anno – litigi con coetanei, capricci e contrastanti esigenze dei componenti della famiglia.

La Sschiava è una madre sentimentale, caotica, arcaica e poco furba che si affanna cercando di fare tutto e preferisce strafare – per magari poi recriminare – piuttosto che abbandonare figli e marito al loro destino. Fino a…

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Doctor Feelgood

Aretha Franklin’s Doctor Feelgood
I don’t want nobody, always
Sittin’ around me and my man
I said, I don’t want nobody, always
Sittin’ right there
Lookin’ at me and that man

Be it my mother, my brother, or my sister
Would you believe, I’ll get up
Put on some clothes
Go out and help them find somebody fo’ they self,
if I can

Yes I will!

Now I don’t mind company
Because company’s alright with me
Every once in awhile
Yes it is,
I tell ya I don’t mind company
Because company is alright with me
Every once in awhile, yeah

But Ooooooooooooooh
When me and that man get to lovin’
I tell ya girls, I dig ya, but I don’t have time
To sit, and chit, and sit and chit-chat and smile

Don’t send me no doctor
Fillin’ me up with all a those pills
Got me a man named Doctor Feelgood
And oh! Yeah!
That man takes care of all my pains and my ills
His name is Doctor Feeeeeelgood in the morning
Takin’ care o business is really this man’s game
And after one visit to Dr. Feelgood,
You’ll understand why Feelgood, is his naaaaaame.
Ooooh, yeah! Good God a-mighty
The man sho makes me feel real……..
Goooooooood!

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English/Italian 

Aretha Franklin‘s Doctor Feelgood

I don’t want nobody, always
Sittin’ around me and my man
I said, I don’t want nobody, always
Sittin’ right there
Lookin’ at me and that man

Be it my mother, my brother, or my sister
Would you believe, I’ll get up
Put on some clothes
Go out and help them find somebody fo’ they self,
if I can

Yes I will!

Now I don’t mind company
Because company’s alright with me
Every once in awhile
Yes it is,
I tell ya I don’t mind company
Because company is alright with me
Every once in awhile, yeah

But Ooooooooooooooh
When me and that man get to lovin’
I tell ya girls, I dig ya, but I don’t have time
To sit, and chit, and sit and chit-chat and smile

Don’t send me no doctor
Fillin’ me up with all a those pills
Got me…

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Ricordando Amy Winehouse: Love&Rejection

Amy, Billie, Janice

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E’ incredibile quanto queste 3 donne non siano riuscite ad amarsi quanto è vero che non siano state amate.  Per questi stessi motivi sono state capaci di darsi completamente alla loro musica, al loro pubblico, ai loro amori: totalmente ed incondizionatamente. Sono state le sole vere interpreti delle loro canzoni come  delle loro vite reali.

Non misurare significa non proteggersi, essere carne viva alla mercè del mondo “fuori” anche se in tre periodi di questo secolo completamente differenti: gli anni Trenta e  Settanta negli Stati Uniti,  gli anni Duemila in Europa. Queste Signore hanno aperto uno squarcio nei clichè sociali che definiscono la donna. Sono ancora là a farsi osservare, interpretare, ammirare.  Forse finalmente capire. Come lo squarcio su tela, il solco, del pittore Fontana. Non è sempre necessariamente tutto lì, non necessariamente bisogna sempre capire tutto.

Donne libere. Donne sole. Che della loro libertà – pagata a caro prezzo – poi…

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