Lontane dal Paradiso…Far from Heaven

Tutta la violenza di questo tempo può comodamente nascondersi dietro a queste immagini pubblicitarie …

 

Sala Esposizioni Comune di Fai della Paganella dal 17 Agosto al 07 Settembre 2013

Orari: lunedì – giovedì 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30

venerdì e sabato 10.00 – 12.00

 

a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes, Viaggio storico con annotazioni-

opera di Isa Malfatti olio su tela

LIVINGWOMEN

Tutta la violenza di questo tempo può comodamente nascondersi dietro a queste immagini pubblicitarie …

Sala Esposizioni Comune di Fai della Paganella
dal 17 Agosto al 07 Settembre 2013

Orari: lunedì – giovedì 10.00 – 12.00 / 15.30 – 18.30 venerdì e sabato 10.00 – 12.00

a cura di Anna Grazia Giannuzzi e Marika Mottes,
con il contributo di Franca Zappella
per l’ Associazione Womenoclock

in collaborazione con Maccom per la grafica e con
l’Assessorato alla Cultura
del Comune di Fai della Paganella

opera di copertina di Isa Malfatti, olio su tela

Inaugurazione sabato 17 agosto ore 10.00

Viaggio storico con annotazioni-

Un viaggio per immagini che si svolge come un nastro, inseguendo l’idea che l’immagine di sé e la propria idea di donna si costruiscano anche attraverso l’immagine che la società ha avuto ed ha delle donne stesse.

Una selezione d’immagini dalla storia delle pubblicità sessiste, con un commento letterario…

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I should sit on a rock off Cornwall and comb my hair.

sylvia:

Seduta su uno scoglio in Cornovaglia

dovrei pettinarmi le chiome.

Indossare pantaloni da tigre.

Avere una relazione.

Dovremmo incontrarci nell’aria,

in altra vita e situazione,

Io e te.

I should sit on a rock off Cornwall and comb my hair.

I should wear tiger pants,

I should have an affair.

We should meet in another life,

we should meet in air,

Me and you.

LIVINGWOMEN

Seduta su uno scoglio in Cornovaglia

dovrei pettinarmi le chiome.

Indossare pantaloni da tigre.

Avere una relazione.

Dovremmo incontrarci nell’aria,

in altra vita e situazione,

Io e te.

I should sit on a rock off Cornwall and comb my hair.

I should wear tiger pants,

I should have an affair.

We should meet in another life,

we should meet in air,

Me and you.

 

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Libere dissociazioni…Free dissociations

Ho deciso. Oggi mi dissocio. Mi dissocio pubblicamente e definitivamente da questo Paese vecchio e imbalsamato, che si ostina a non volere deliberatamente tenere in considerazione le uniche risorse “pulite” che gli sono rimaste: i giovani ed i bambini. Le uniche risorse che potrebbero soverchiare i vecchi poteri precostituiti.

L’Italia è Paese che non solo non riesce e non riuscirà a guardare al Futuro, ma che se ne lava le mani del Presente con un arroganza ed una presunzione inaudite. Che forse in fondo nascondono semplicemente la paura e la consapevolezza dei vecchi al potere che, se si creasse davvero dello spazio per  giovani e bambini, allora le cose possano cambiare davvero.

L’unica vera lotta come donna, come madre, come sorella maggiore, come amica che sarei disposta ad intraprendere per vincere è quella del diritto al Presente, al nostro Qui ed Ora.

Sono rientrata da una residenza di 4 anni in Gran Bretagna da ormai 10 anni. Nonostante la condizione di straniera in un paese straniero, nonostante inizialmente abbia intrapreso dei lavori umili, lì ho sempre sentito un senso di libertà ed una coscienza di me che qui non ho mai provato. Nè prima né dopo il mio ritorno.

Ero libera esattamente per cosa ero, tanto che lo scoprii solamente vivendo là, che cos’ero veramente.

Una ragazza libera di potersi dare degli obiettivi da raggiungere secondo  le proprie inclinazioni ed il proprio grado di impegno e capacità personali.

Anzi, era impossibile là, arrivata ad un certo punto, non sentir crescere dentro delle ambizioni per sé stessi. Un processo naturale di crescita e di sviluppo personale che la società intorno – seppure piena di contraddizioni e non perfetta – riusciva a costruire intorno alle tue competenze, alle tue capacità ed alle tue ambizioni sia nell’ambito scolastico che in quello professionale.

Intorno a ciò che la stessa Società sapeva bene, ancora prima di te: che cosa tu avresti potuto dare alla Società Civile. E che esattamente grazie a questa sovrastruttura riusciva a trasmetterti l’idea di essere un potenziale per il Paese.

Sono giunta alla conclusione che sia qualcosa che ha a che fare con l’Inghilterra, o più in generale con le società di impronta anglosassone. Con il modo in cui la vita procede là.

L’Italia ha troppe catene – politiche sociali religiose e famigliari -supportate da una sovrastimata considerazione del concetto di “Tradizione”  (diventato nell’ultimo quindicennio anche sinonimo di “Corruzione”). Il che significa vivere perpetuamente nel passato. Ed il vivere nel Passato rende naturalmente  impossibile di vivere nel “qui ed ora” completamente . 

Tornata qui, ad un certo punto -anche quando ho avuto -seppur raramente- l’impressione di intraprendere un percorso verso il raggiungimento di un obiettivo,  mi sono sempre sentita intimamente  ed inesorabilmente disconnessa.

Troppo spesso in questo Paese essere disconnessi dal proprio stesso Paese significa credere ancora di avere un diritto al proprio Presente. Ed a quello dei propri figli. Al voler dare il proprio contributo alla Società Civile, di modo che questo Paese, alla fine, rappresenti anche un poco che cosa sei tu.

Smentitemi,vi prego

kids


my Alice Neel

I could have been a good psychiatrist. But is more fun to be an artist. (by Alice Neel)

I had the pleasure to discover Alice as an artist bumping in her exhibition in London in 2009, at the Whitechapel Gallery.

Overwhelming to stand in front of those portraits. Most of all, they were real. No mystification of truth through “art”. It has been like watching through the eyes of a child: same curiosity, same innocence, same insolence.

She simply striked my soul.

alice steel oil on canvas

I have also been watching the documentary the 2 sons directed on the life of their mother, as part of the exhibition, in a small room arranged as a cinema inside the gallery. So touching to see that before being recognized as a mother, she was first recognized as an artist by her own sons. How painful for both of them: mother & children.

She lived as an artist, as she felt she authentically was, she lost reputation, she lost money and possessions, she lost men, she lost her daughter twice (first she was taken away in Cuba by her father, then she took her own life away), she lost – to a certain extent – the love of her sons. Still,  she was standing there all the time: by her side. Right or wrong. Good or bad. And she became Alice Steel.

Mind you, that was a joyful pain. Just take a look at her work to touch how this could feel.

Now on iTunes: http://www.itunes.com/movies/AliceNeel Documentary on the life and work of Alice Neel (1900-1984), American portrait painter.

Phoebe Hoban - Alice Neel. The art of not sitting pretty

Phoebe Hoban – Alice Neel. The art of not sitting pretty

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My funny Valentines

Precious little Angel  (s)
Take a look at what you’ve done
Well I thought my time was over
But it’s only just begun
Precious little angel
You’re my own sweet turtle dove
Won’t you stay with us for ever
In a bundle full of love

I was lost until you came
Precious little angel
Won’t you spread your light on me
I was locked up in the darkness
Now you’ve come to set me free
I was covered up with sadness
I was drowned in my own tears
I’ve been cynical and twisted
I’ve been bitter all these years

I was lost until you came
I was lost until you came

And wouldn’t I run a thousand miles
To be with you
And wouldn’t I run a thousand miles
To be with you

Precious little angel
Tell me how can it be true
That such a gift from heaven
Has been sent for me and you
Precious little angel
Don’t you worry don’t you cry
When this bad old world has crumbled
I’ll be standing at your side

well I was lost until you came